La nascita ed il rapido sviluppo del movimento calcistico a Napoli resero necessario abbandonare il terreno di gioco improvvisato del Mandracchio e virare verso campi idonei ad ospitare vere e proprie partite di football, anche in vista della partecipazione ai campionati federali.
Per il Naples, la scelta cadde sull’area del Poligono di tiro di Bagnoli. Non una gran scelta, per la verità. Il campo offriva pochi servizi agli atleti ed era scomodissimo da raggiungere per gli appassionati. Il suo utilizzo, inoltre, era soggetto ai capricci delle autorità militari proprietarie dell’area, che negarono l’autorizzazione all’uso del campo nel 1907 creando non pochi disagi. Il campo fu ammodernato e (re-)inaugurato, con tanto di madrina nobile (… addirittura, “la figlia della duchessa Coscia di Paduli”!), nel 1913, ma il grosso dei problemi rimase.
Sembra fosse un bel campo, invece, quello presso le Terme di Agnano. Più agevole da raggiungere, pienamente conforme alle prescrizioni della Federazione e, soprattutto, di proprietà di una società sportiva, l’Open Air Foot-Ball Club. Squadra notevole, l’Open Air, che contava tra i suoi soci un certo Giorgio Ascarelli: formata da soli nobili, secondo un’idea del Marchese Michele Ruffo della Scaletta, perse la maggior parte delle partite di cui si ha notizia, tra cui si segnala il 15-0 subito il 12 aprile 1908 contro il Naples nella semifinale del campionato regionale di Terza Categoria. Ma, si sa, noblesse oblige. Nonostante i fallimenti sportivi e la sua breve vita (la società si sciolse nel 1911), l’Open Air mise comunque a disposizione della città un ottimo terreno di gioco, che sarebbe stato poi utilizzato – dopo qualche intervento di ristrutturazione – da altri club partenopei, in particolare, dall’Unione Sportiva Internazionale e, successivamente, dall’Internaples.
Altro campo solcato dai pionieri del calcio partenopeo fu il Campo di Marte, un’area adibita ad ippodromo situata dove oggi sorge l’aeroporto di Capodichino, che fu scelto dalla Società Sportiva Napoli e che, si dice, ospitò un antichissimo match (si parla del 1896) tra la Canottieri Italia ed altri circoli nautici partenopei.

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