Dodicesimo in campo, per davvero

Napoli-Juventus del 20 aprile 1958 sarà ricordata non solo per la rocambolesca vittoria azzurra (4-3 all’’88), ma anche per le peculiari condizioni in cui furono giocati gli ultimi – concitatissimi – minuti della partita. Che la situazione fosse complicata divenne chiaro molto presto. I 40.000 biglietti erano andati presto esauriti, anche perché per assistere al big match erano accorsi in migliaia da varie città del Sud (ci piace pensare che, negli anni ’50, la geografia della tifoseria bianconera non corrispondesse a quell’attuale e che fossero tutti venuti a supportare gli azzurri). Sino a poche ore dall’inizio, racconta il cronista de L’Unità dell’epoca, i bagarini avevano continuato a vendere biglietti a “cifre iperboliche”. Il risultato fu che alle 14 i cancelli dello stadio furono chiusi, lasciando fuori migliaia di tifosi che avevano regolarmente acquistato il biglietto. La cosa degenerò in rissa, con tanto di scontri con le forze dell’ordine e decine di contusi. A diversi tifosi fu infine concesso di entrare dall’ingresso degli spogliatoi.

Man mano che arrivavano le notizie dell’emozionante botta e risposta tra Napoli e Juve, la pressione della folla assiepata all’esterno dello stadio diventava sempre più difficile da sostenere. I tifosi che, in un modo o nell’altro, riuscivano a superare i cancelli, non trovando posto in tribuna, si accomodavano in campo, finché non si ritrovarono in centinaia a pochi metri dalle linee di gioco. Un arbitro normale avrebbe sospeso la partita, con conseguente sconfitta a tavolino degli azzurri. Per nostra fortuna, però, in quell’occasione il direttore di gara non era un uomo qualunque, ma una vera e propria leggenda della classe arbitrale: Concetto Lo Bello.

Lo Bello chiamò a sé i capitani e fece intendere che, per lui, non sarebbe stato un problema continuare. Giampiero Boniperti, da gran signore, non sollevò obiezioni. Lo Bello, a quel punto, fece comunicare ai tifosi in campo che, al primo tentativo di invasione, avrebbe sospeso la partita. La minaccia funzionò. Il cinegiornale con la sintesi della partita (reperibile qui) ci mostra una scena surreale: al momento del gol del 4-3 di Bertucco, vediamo un centinaio di tifosi dietro la porta difesa dal portiere bianconero Mattrel esultare, sì, in modo scomposto, ma badando bene a non fare un passo verso il terreno di gioco. Potenza di Lo Bello. Al fischio finale, la pacifica invasione di campo fu inevitabile, ma nessuno se ne ebbe a lamentare.

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