Nei numerosi volumi dedicati alla storia del Napoli si commette spesso l’errore di dare per scontata la conoscenza dell’organizzazione dei campionati della FIGC prima dell’istituzione della Serie A nella stagione 1929-1930. Nulla di più sbagliato. Nei primi quarant’anni di vita della Federazione, tale organizzazione è stata particolarmente fluida, anche per accomodare le nuove e cangianti esigenze che emergevano in questa fase pionieristica del calcio.
Negli anni delle prime partecipazioni del Naples ai campionati della Federazione, erano già presenti tre Categorie: la Prima, la più prestigiosa, di fatto riservata alle squadre del Nord-Ovest; la Seconda, aperta alla partecipazione delle riserve delle squadre di Prima e ad altri club; la Terza, in cui giocavano seconde e terze squadre dei club più titolati, nonché le società di nuova formazione, come appunto il Naples. Sia la Seconda che la Terza erano di norma strutturate in tornei autonomi, rispettivamente di carattere interregionale (Naples e Internaples erano iscritte nella Sezione Meridionale) e regionale.
Considerate che, fino alla riforma Valvassori-Faroppa (inaugurata con la stagione 1912-1913), non era previsto alcun automatismo in tema di promozioni e retrocessioni. Le squadre vincitrici dei rispettivi campionati erano semplicemente “invitate” a partecipare alle competizioni superiori. Ma la scelta sulla categoria cui iscriversi era, in ultima analisi, ispirata ad una logica darwiniana. I club dotati di un organico non (ancora) in grado di competere con le prime squadre del Nord-Ovest si iscrivevano, a seconda dei casi, in Seconda o Terza Categoria, mentre le società che non potevano sobbarcarsi i costi di lunghe trasferte optavano per i campionati regionali di Terza.
Giusto per rendere le cose più complicate, nel 1908 e 1909, i campionati di Prima e Seconda si sdoppiarono in Campionato italiano (cui potevano iscriversi le squadre di soli italiani) e Campionato Federale (aperto alla partecipazione degli stranieri). Questo meccanismo “segregazionista” ebbe breve vita per il boicottaggio delle società maggiori. Fu in quegli anni, però, che nacque la favola dell’“italianissima” Pro Vercelli, la prima provinciale ad aggiudicarsi il titolo nazionale.
Il quadro cambiò nel 1912, quando la Federazione mise mano ad un’importante riforma dei campionati, nota con i nomi dei due vicepresidenti che la elaborarono, Angelo Emilio Valvassori e Luigi Faroppa. La riforma sostituì la Seconda Categoria con due campionati: il Campionato Riserve, aperto alle sole seconde squadre dei club di Prima, e la Promozione, vero e proprio campionato cadetto, organizzato in gironi regionali indipendenti.
La Prima Categoria fu finalmente aperta alle squadre del Centro-Sud, accogliendo un’istanza promossa – tra gli applausi degli altri soci – in un accorato intervento in Assemblea dell’ing. Bayon. La Prima Categoria era divisa in due Tornei, quello Settentrionale e quello Centro-meridionale, a loro volta organizzati in gironi regionali (o interregionali) di non più di sei squadre ciascuno. Le compagini vincitrici dei due Tornei si sarebbero affrontate nella Finalissima che avrebbe attribuito il titolo di Campione d’Italia. L’innovazione più significativa, però, riguardò promozioni e retrocessioni. La prime classificate di ciascun girone regionale di Promozione, infatti, erano automaticamente ammesse in Prima Categoria. Di converso, le ultime classificate dei gironi di Prima Categoria venivano retrocesse in Promozione, salvo che il numero di squadre iscritte in regione fosse inferiore a 6 (situazione che caratterizzò il girone campano per diverse stagioni). Nonostante alcuni scossoni, che portarono addirittura a giocare due campionati separati nel 1921-1922, questa struttura rimase grosso modo immutata, soprattutto per quel che riguardava il Torneo Centro-meridionale (poi Lega Sud), fino alla stagione 1926-1927 quando, con la Carta di Viareggio, il campionato italiano fu organizzato su base nazionale, sebbene ancora diviso in due gironi. Il passaggio al girone unico avverrà pochi anni dopo, con l’inaugurazione della Serie A nella stagione 1929-1930.

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