Quando Lushta fece letteralmente cadere lo stadio

Quando Riza Lushta venne acquistato dalla Juventus, in città si nutrirono grandi speranze sul suo rendimento. Nei suoi anni in bianconero era andato a rete con buona continuità (47 reti in 85 presenze: più di un gol ogni due partite). A Napoli, la cosa non vi sorprenderà, le cose non andarono bene. Pur disputando tutte le partite del girone di andata della Serie A-B Centro-sud, non realizzò nemmeno una rete, tanto da indurre Carlo Di Nanni, allora direttore de Lo Sport del Mezzogiorno, a commentare amaramente “Quel giorno che Lustha segnerà, se ne cadranno le tribune”. Ebbene, quando Lushta si sbloccò… la tribuna crollò per davvero! Alla prima del girone di ritorno, infatti, l’albanese-kosovaro aprì le marcature al terzo minuto scatenando la gioia incontrollata dei tifosi che, anche in ragione dello stato ancora piuttosto precario dello Stadio del Vomero (dopotutto era il 27 gennaio 1946), fece cadere la balaustra della Tribuna A (e con essa numerosi tifosi). Miracolosamente, non ci furono morti, ma i feriti furono 114. La sciagurata profezia di Di Nanni fu la prima di una lunga serie, che gli guadagnò una fama a dir poco sinistra.

I limiti di spazio non consentono di aprire anche questa parentesi ma, se siete curiosi, potete trovare ulteriori aneddoti che confermano i super-poteri di Di Nanni sullo straordinario sito internet del compianto Riccardo Cassero.

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